martedì, luglio 10, 2007

FESTARCH Il Primo Festival di Architettura in Sardegna

Il primo FESTARCH della Sardegna si è tenuto a Cagliari per tre giorni (29/30 giugno e 1° luglio) presso la ex-Manifattura Tabacchi e al Lazzaretto di Sant’Elia (con una appendice nella Facoltà di Ingegneria), e un’altra parte quasi in contemporanea ad Alghero (il 2 luglio), nella Facoltà di Architettura, per parlare di architettura, del paesaggio e del futuro del mondo.
Il Festiva ha visto la partecipazione di architetti, progettisti, fotografi, artisti e filosofi tra i più importanti della scena internazionale, con la presenza di ben quattro premi Pritker: Rem Koolhaas, Paulo Mendes da Rocha, Zaha Hadid e Jacques Herzog.
Se devo essere onesto, questo primo Festival ha disilluso molto le mie aspettative, sopratutto perché hanno concentrato troppi eventi in pochi giorni. Per esempio, il 29, il giorno dell’apertura all’ex-Manifattura c’erano quattro eventi in contemporanea:
1° Sala: presentazione dell’evento e proiezione della storia della ex-Manifattura Tabacchi; confronto tra centri europei dedicati alla cultura e alla creatività nella trasformazione e utilizzo di alcune aree industriali dismesse in alcune parti dell’Europa;
2° Sala: incontro con il teorico francese del paesaggio Gillies Clément;
3° Sala: conversazione con architetto giapponese Kengo Kuma, che racconta alcuni progetti recenti tra Cagliari e Tokyo;
4° Sala: mostra fotografica e incontro con alcuni dei fotografi più celebri italiani.

Quindi una persona non poteva seguire più di un evento per volta, dovendo scegliere una presentazione e rinunciando alle altre (a malincuore da parte mia ).
Non parliamo poi dell’enorme spesa (oltre 500.000 €) che è stata fatta per il rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio dei prestigiosi ospiti a questo Festival.

Per chi volesse vedere il sostanzioso programma della manifestazione: http://www.festarch.it/ (edit by Joystar 2013: link che potrebbe non funzionare o non contenere più le informazione dell'epoca di questo post)

Pat

lunedì, luglio 09, 2007

Carta della Sardegna sotto un'intonaco

Nella cattedrale di Cagliari il mese scorso è stata scoperta, sotto un'intonaco un carta dell'isola risalente al 1500.
Ne parliamo qui sul blog perchè il merito di averla scoperta va ad un nostro docente universitario, il Prof. Giampaolo Marchi, docente del corso di Estimo della facoltà di Ingegneria Edile (e Architettura), nell'università di Cagliari.
Il 14 Giugno ha tenuto una conferenza nella quale ha raccontato il suo stupore quando durante dei lavori, sotto un'intonaco è comparso l'affresco: "Mi trovavo in Cattedrale per motivi estranei a questa ricerca e mai avrei potuto immaginare una sorpresa simile...L’affresco è da attribuire a Geronimo Ferra Pintor e risale al periodo tra il 1570 e 1576, durante la reggenza del Vicerè Conte d’Elda. Tra gli elementi indicativi per la datazione compare anche lo scudo di Filippo II". Prof. Marchi ha poi continuato con la sua esposizione: "Le fonti documentarie fanno spesso riferimento alla carta, che è stata oltretutto cercata a più riprese dallo stesso Filippo II, nelle convinzione fosse stata realizzata su un supporto cartaceo. Invece, la sorpresa: è un vero e proprio dipinto. Ecco il motivo per cui era introvabile negli archivi. c’è sempre stata Chissà quante persone l’avranno osservata distrattamente, senza comprenderne o intuirne il significato e il valore....Purtroppo è solo una parte della carta e la lettura non è immediata. Il resto dell’opera è stato eliminato in seguito all’inserimento delle bifore".
Nell'articolo di M. Lampis (pubblicato il 15 giugno 2007 su L'unione Sarda), dal quale abbiamo preso la dichiarazione di Marchi e la foto a lato, c'è dell'altro. C'è una scoperta nella scoperta: sembra che dietro l’affresco si nasconda un altro dipinto raffigurante la cattedrale. Molto presto Marchi pubblicherà il suo studio e potremmo leggere in modo approfondito questi suoi nuovi studi.


PAT & Joystar

giovedì, luglio 05, 2007

Casabella 754


Avevo promesso questa minirecensione già il 21 giugno scorso, poi quando si è trattato di fare un copia & incolla per pubblicarla mi sono accorto che non trovavo più il file. Va bene, succede ogni tanto tra le miriadi di files sparsi per il mio pc di smarrirne qualcuno. Ma veniamo ai contenuti del numero 754.

Interessante spunto di discussione è l'editoriale, sempre curato dal Prof. Dal Co, dal titolo "il vecchio e il nuovo". In effetti tratta proprio di quell'argomento che probabilmente è il più discusso nelle conversazioni tra architetti, progettisti, ingegneri etc...Ovvero modalità e metri di giudizio da adottare per consentire o meno l'inserimento di nuove costruzioni all'interno di centri storici consolidati.

In riferimento all'editoriale ci sono ben quattro interventi, tutti riferiti allo speciale sul "vecchio e il nuovo":

- Vittorio Gregotti, Ristruttarazione della sede del "Corriere della sera", Milano;
- Rafael Moneo, Completamento del "Banco de Espana", Madrid;
- Pierre Louis Faloci, Trasformazione del Museo Rodin, Parigi;
- Ahrens Grabenhorst, Ampliamento e riordino del Museo d'arte e Collezione Robert Simon, Celle , Germania.

Il numero continua parlando di scuole e precisamente di quelle di R. Neutra:

- Richard Neutra, Le scuole del New Deal;

Seguono tre case:

- Glenn Murcutt, Casa nella Kangaroo valley, Australia;
(questa recensione si fa notare per l'ottima pubblicazione di disegni preparatori e tavole varie disposte anche a doppia pagina, una presenza che fa sempre piacere in una rivista di architettura!)
- Steven Holl, Justin Ruessli, Residenza dell'ambasciatore svizzero, Washington D.C.;
- Alberto Campo Baeza, Casa Guerrero, Barbate, Cadice, Spagna.

Nella rubrica "opere recenti" è recensita:

- Enric Miralles e Benedetta Tagliabue, Nuova sede di Gas Natural, Barcellona.

Per quanto riguarda i libri, questo mese c'è la recensione del volume "Il committente e le arti. Cosimo de Medici e il rinascimento fiorentino", edito da Electa, nell'articolo di Roberta Pellegriti: "Ritratto di un mecenate".

Chiude il numero, come consuetudine dei numeri dell'ultimo periodo, una fotografia di E. Stoller del complesso Johnson Wax di F.L. Wright.

Questo numero ha avuto una minirecensione particolarmente "mini", ma quando devo riscriverla da capo mi viene quasi automatico cercare di essere il più sintetico possibile.
Un'ultima cosa; segnalo un approfondimento/analisi di maat, sull'opera di Moneo recensita in questo numero, nel suo blog a questo indirizzo: Postmoderno, postcontemporaneo, quasi antico.


Joystar

giovedì, giugno 21, 2007

Scrivere su Blogger con WLW...(piccola parentesi OT)

Già, giusto due parole su questo programmino che ho "scoperto" ieri mentre girovagavo in rete in cerca di tutt'altre informazioni. Visto il nome (Windows Live Writer) pensavo che si trattasse di un tool adatto solo ai blog su piattaforma Live di microsoft, ma stamattina preso dalla curiosità ho voluto fare una prova con Blogger e a quanto pare funziona.

Ecco, volevo dare giusto un piccolo consiglio a molti "blogghisti" che passano da queste parti, magari lo troveranno interessante, o utile...o magari no.

Uno sguardo più completo l'ho postato sul mio blog personale a questo indirizzo http://argoras.spaces.live.com/blog/cns!4CA439F3DE4ABC7B!571.entry , ovviamente niente di che, proprio se uno volesse saperne di più.

Finito l'OT penso che potrò, con questo tool che mi sta piacendo non poco (la possibilità di salvarmi gli interventi in locale è senzadubbio utile), tornare a parlare di Architettura, infatti ho quasi pronta, la posterò tra poco, la minirecensione del numero 754 di Casabella (e sono sempre sotto di due numeri dato che ho ricevuto il 756 l'altro giorno e, ovviamente, non l'ho ancora aperto).

 

Joystar

lunedì, giugno 11, 2007

Casabella 753


Il vecchio numero di marzo 2007 si presenta per la maggior parte come uno speciale dedicato ad Oscar Niemeyer. Cogliendo l'occasione dei suoi cento anni e l'anniversario dei 50 dalla fondazione di Brasilia, infatti già a partire dalla copertina si intuisce il profilo del numero dove fa bella mostra di se il centro di Segrate della Mondadori (un pò autocelebrativa se vogliamo visto che casabella è pubblicata proprio da Mondadori).
L'editoriale scritto dal Prof.Dal Co è in tema, giustamente, con l'argomento portante. Una scrittura decisamente accademica se vogliamo, e a tratti anche un pò noiosa, che si preoccupa di snocciolare dati e cifre sui fatti che portarono alla realizzazione della città di Brasilia.

Vediamo velocemente i contenuti presenti:

- Brasilia 1956-2006 a cura di Mecedes Daguerre;

- Storia di una capitale e Brasilia il museo delle modernità di Adrian Gorelik;

- Oscar Niemeyer una vita lunga un secolo;

- Dieci anni fa in occasione del 90° compleanno di O. Niemeyer;

- Quattro opere di Niemeyer:
- Edificio Copan a San Paolo;
- OCA, Palazzo delle arti a San Paolo;
- MON, Museo O. Niemeyer a Curitiba;
- Auditorio di Ibirapuera;

- Pier Luigi Nervi sull'opera di O. Niemeyer;

- Pier Luigi Nervi e "Casabella";

- Edificio per uffici Mondadori 1968-1975;

- O. Niemeyer e la Mondadori a Segrate;

Il numero si conclude con quattro opere di un architetto emergente brasiliano:

- Marco Kogan: un esponente della giovane architettura brasiliana
- Casa du Plessis a Paraty;
- Casa BR a Rio de Janeiro;
- Casa Gama Issa a San Paolo;
- Casa Quinta a San Paolo;

A seguire l'interessante recensione del libro "Japan-ness in architecture" di A. Isozaki nell'articolo: Arata no sozo scritto da J.K. Mauro Pierconti;

Chiude una bella foto di E. Stoller (come da qualche numero a questa parte) del complesso Johnson Wax.

Insomma un numero da avere se si è interessati a conoscere meglio Oscar Niemeyer o se non si avesse ancora avuta la possibilità di poter apprezzare questo grande, centenario, architetto.

Joystar

Le correnti si riavviano...

Eccomi dopo 2 mesi dopo l'ultimo intervento, scoprendo piuttosto desolatamente che essere in 6 a (teoricamente) scrivere sul blog/sito non significa nulla. Se non ci sono iniziative da parte mia nessuno si ricorda di scrivere qualcosa...vabbè, in fondo tocca a me tenere vivo lo spazio che io stesso ho creato.
Dicevo: due mesi di assenza per motivi vari, sopratutto salute, nei quali comunque ho controllato l'andamento del sito e sono assai stupito come la media delle visite non sia poi calato più di tanto. Segno che qualche affezionato lettore o qualche nuovo visitatore capita ugualmente da queste parti.
Bene penso sia il caso ora di riprendere il discorso lasciato ad aprile, ripartiamo quindi con un veloce escursus dell'ormai vecchio numero di marzo di casabella. Giusto il tempo di finire di scriverlo e dovrebbe apparire tra qualche minuto.

Joystar

PS: ovviamente spero che gli altri (collaboratori) non se la prendano per la mia osservazione, ma che si sentano magari stimolati a riprendere la collaborazione, se ovviamente farà loro ancora piacere.

mercoledì, aprile 11, 2007

Casabella 752

Al solito enormemente in ritardo, ma ecco i contenuti del vecchio numero di Febbraio 2007. L'editoriale di questo numero è un pò il "piatto forte"; del Prof. Dal Co e si intitola "il giappone e noi" rappresenta un bel escursus del pensiero giapponese confronto a quello europeo e scritto con l'occasione per festeggiare il primo numero di Casabella in Giappone. Affacinante e condivisibile la chiusura che riporto solo per il frammento finale, ma consiglio a tutti di prenderne lettura: "...renda possibile alla cultura architettonica giapponese e a quella europea di "interrogarsi pensando".".

Vediamo brevemente le opere recensite:

Si inizia con quella che da anche spunto per la copertina, ovvero il Padiglione Alvaro Siza di Alvaro Siza, Anyang corea del Sud.

Carlo Scarpa, Il cortile-giardino del padiglione Italia alla biennale di Venezia e Allestimento della mostra "Giuseppe Samonà 1923-1975".

Seguono tre opere di autori giapponesi:
Toyo Ito, Crematorio municipale Meiso no mori, Kakamigahara, Gifu
Arata Isozaki, Centro culturale Kitagata, Gifu
Mutsuro Sasaki, Flux Structures

Un confronto (proponibile? n.d.J.) tra l'approccio di Gehry e la Hadid su soluzioni di "architetture enologiche":
Frank O. Gehry, Hotel Marquès de Riscal, Elciego, Alava, Spagna; (a proposito di questa non si può mancare di leggere l'interessantissimo "Lo smalto sul nulla" del Prof. dal Co).
Zaha Hadid, Lopez de Heredia Vina Tondonia, Haro, Rioja, Spagna.

Tre interessanti lavori di Jean Nouvel:
Ateliers Jean Nouvel, Museo del Quai Branly, Parigi;
Ateliers Jean Nouvel, Guthrie Theater, Minneapolis;
Ateliers Jean Nouvel, Concert Hall, Copenaghen.

Per chiudere segnalo due altre cose interessanti: una recensione scritta da Marco Biraghi del libro "Rem Koolhaas, architetto di genere mutante" e le fotografie di Ezra Stoller del complesso Johnson Wax di F.L. Wright.

Joystar

PS: voglio segnalare anche l'interessante commento di maat sul suo blog a proposito del numero 752: http://maat84.blogspot.com/2007/03/lo-smalto-sul-nulla.html

PPS: voglio inoltre scusarmi con chi segue il mio blog per la mancanza di aggiornamenti...di questo passo la mini recensione del numero 753, del mese scorso tra l'altro, apparirà ad agosto...forse...

mercoledì, marzo 07, 2007

Concorso: L'elemento d'arredo per i luoghi della lettura

Ho sottomano una brochure della Fondazione Morelato che bandisce un concorso per la progettazione di un mobile dal titolo: "L'elemento d'arredo per i luoghi della lettura". Il conocorso è aperto a tutti coloro che si interessano della progettazione e del design del mobile, studenti o professionisti. Non ci sono limiti di età e i tre premi principali sono rispettivamente di 10.000, 5.000 e 2.500 euro. Gli elaborati devono essere consegnati entro il 14 maggio.
Tutti i dettagli possono essere consultati sul sito della fondazione a questo indirizzo: http://www.fondazionealdomorelato.org/fondazione/ita/index.php (su di un PDF da scaricare).
Se siete appasionati di Design non ci sono motivi per non partecipare.
Carolina.

giovedì, febbraio 15, 2007

Casabella 750 751

Un pò in ritardo rispetto all'anteprima che ho inserito in dicembre, scrivo due parole su, l'ormai vecchio, numero speciale di Casabella uscito nel periodo Dicembre 2006 - Gennaio 2007.

Si tratta, come già affermato precedentemente, di un numero tematico concentrato eclusivamente all'edilizia scolastica, abbracciando un arco temporale che parte dal dopoguerra fino ad oggi. Sono presenti infatti solo progetti di scuole riferite ad ogni tipo di classe d'età, dalle materne alle superiori ai campus universitari. Il titolo del numero speciale in effetti è "Scuole del secondo novecento". Iniziamo dall'editoriale: intitolato "Andare a Scuola" è una lucida presentazione dei contenuti che si hanno sottomano, non fa giri di parole ma va diretto alle motivazioni di quello che, più che un semplice speciale, sembra più un vero e proprio testo creato a beneficio di ogni progettista che voglia cimentarsi nell'ediliza scolastica; ottimamente scritto dal Prof. Del Co.

La monotematicità del numero rende quasi superfluo, e sinceramente poco opportuno da parte mia, indicare quante o quali opere mi abbiano colpito di più o sono significative. Quelle presentate infatti sono già il frutto di una ricerca e classificazione della redazione di Casabella e troverei poco corretto indicarne solo alcune invece di altre. Ci sono 15 opere presentate nello speciale, ecco un veloce elenco nel caso si voglia consultarle:

Giovanni Romano - La Società Umanitaria, Milano 1936-65
Hannes Meyer Albe Steiner - La costruzione di nuove scuole, Messico 1944-46
Peter e Alison Smithson - Scuola Secondaria, Hunstanton, 1949-54
Arne Jacobsen - Scuole elementari, Munkegard 1949-57 - Nyager 1959-65
Herman Hertzberger - Scuola Montessori, Delft 1960-81
Carlo Aymonino - Liceo scientifico e campus scolastico, Pesaro 1971-84
Aldo Rossi - Scuola Elementare, Fagnano Olona 1972-76
Li Xiaodong - Scuola Elementare Yuhu, Lijiang Cina
Holler & Klotzner - Scuola Professionale, Bolzano
Tadao Ando - Scuola media inferiore Kinjo, Kaga (Ishikawa) Giappone
Skidmore, Owings & Merrill - Scuola Elementare Burr Street, Fairfield Connecticut
Mauro Galantino - Centro Scolastico, San Giovanni Valdarno
HKR-Hertel Kilian Reichle - Istituto Commerciale "Ludwig-Erhard", Sigmaringen Germania
Fournier-Maccagnan - Scuola Materna, Prilly Svizzera
Arup e Arup Associates - Scuola Druk del Loto Bianco, Ladakh, Shey India

Un'ultima considerazione, se proprio devo indicare qualcosa ho trovato interessante l'intervista ad Herman Hertzberger (fatta da Chiara Baglione). E' un architetto che non conoscevo, se non nominalmente (non si può certo avere l'omniconoscenza sopratutto in architettura dove ci sono innumerevoli dati tra opere e progettisti da ricordare) ma ho trovato il suo modo di esporre e argomentare decisamente notevole. D'ora in poi cercherò di tenerne conto dovessi mai imbattermi professionalmente in problemi di edilizia scolastica.

Per chiudere, in questo numero è (era!) allegato anche un cd contenente gli indici dei contenuti dal numero 632 a 749, davvero utile per avere a portata di mano un riferimento rapido di tutti gli articoli pubblicati e le opere recensite sulla rivista.

Joystar

PS: è uscito il numero 752...a breve una minirecensione (sperando di non avere i tempi di questa!)

domenica, febbraio 04, 2007

Frank Lloyd Wright: Mile High Tower

Negli archivi della Fondazione Wright sono stati trovati molti progetti non realizzati, tra cui la “Mile High Tower” ( La Torre alta un miglio), del 1956. Essa sarebbe stata la più alta mai costruita fino quel periodo; cioè quattro volte l’Empire State Building di New York, e anche dei tempi contemporanei.

Doveva raggiungere l’altezza di 1610 metri con 528 piani. La sua forma la si potrebbe paragonare ad una freccia che si eleva oltre la nostra umana vista.

Erano previsti eliporti per gli elicotteri che avrebbero trasportato avanti e indietro i visitatori o i magnati, un parcheggio a più livelli per la maggior parte dei comuni mortali. Tale opera irrealizzabile per qui tempi, ma anche tuttora, con tutto il progresso scientifico e tecnologico, darebbe del filo da torcere a chiunque progettista ed società di costruzioni.

Wright auspicava, con tale torre, un numero ridotto di grattacieli per una vita migliore e più vivibili nelle superfici non edificate ed utilizzate come aree verdi. L’edificio sarebbe dovuto sorgere dove oggi è Lincoln Park, lungo la riva del Lago Michigan, a circa 3,2 km dal centro della città.