mercoledì, agosto 20, 2008
Burj Dubai - Il grattacielo più alto del mondo
Ogni tanto mi capita di ricordarmi che esiste il blog...ed, ora che sono a fine vacanze (ahimè), mentre facevo un giro in rete, mi sono imbattuto nelle foto del grattacielo più grande del mondo che è in costruzione a Dubai. Incredibile cosa possano fare i soldi guadagnati dal nulla grazie solo alla possibilità di sfruttare una risorsa naturale (il petrolio). La storia dell'architettura è comunque piena di esempi di edifici costruiti per i motivi più vari, e che oggi possiamo ancora ammirare. Oggi ci farebbe sicuramente accapponare la pelle vedere un edificio costruito al solo scopo di divertire le masse con spettacoli truculenti (ed in effetti quello era l'anfiteatro flavio!), attualmente però tutti possono godersi il Colosseo, quando vanno a Roma per turismo.
C'è da dire che architettonicamente non mi fa gridare al miracolo, ma ingegneristicamente devo ammettere che deve essere stata una bella sfida.
Non voglio divagare oltre, penso sia meglio mettere qualche foto:
Molte altre foto le si possono trovare sul sito ufficiale: http://www.burjdubaiskyscraper.com/
Un saluto a tutti.
Patrick
PS: per Joystar, dato che non ti ho visto online, quando pubblichi gli interventi che hai in bozza? La recensione del numero 768 di CB. mi sembra perfetta ma a me non la fa pubblicare. Sei ancora in vacanza? Le "correnti" sono decisamente ferme che l'aria si stà facendo pesante. Per fortuna che sono passato io ad aprire almeno un pò le finestre (spiritoso! n.d.Joystar).
lunedì, luglio 28, 2008
Casabella 768
Varie vicissitudini mi hanno portato a pubblicare solo ora, in settembre inoltrato, i contenuti del vecchio numero 768. Nonostante la data riporti 28 luglio, quella è solo la stesura della prima bozza. Comunque, ecco in breve il testo... Continua anche in questo numero il tema dell'insegnamento dell'architettura, in sostituzione dei più classici editoriali. Questo mese tocca a Pier Luigi Nervi, del quale è presente uno scritto che affronta l'argomento concentrandosi, come era giustamente prevedibile, sul punto di vista tecnico della materia. Sottolineando in più riprese le differente metodologia di insegnamento tra architetti e ingegneri e quelle che devono essere le conoscenze (tecniche) di base di un'architetto. Diventa ancor più chiaro con questo brevissimo estratto: " ...è indispensabile che l'architetto, inteso come creatore dell'opera architettonica, abbia una completa padronanza della tecnica stessa e ne conosca le possibilità e i limiti.".
Addentrandoci nei contenuti del numero, la suddivisione tematica è in tre parti: "expo 2008", "spazi per la cultura" e "profilo".
Per "expo 2008" abbiamo 3 opere:
- Francisco Mangado, Padiglione Spagnolo Expo 2008, Saragozza;
- Zaha Hadid, Padiglione-ponte Expo 2008, Saragozza;
- Herzog & De Meuron, Espacio Goya, Museo di Saragozza, Saragozza.
Ho trovato davvero interessante il lavoro di F. Mangado e, bello come al solito, il Padiglione-ponte della Hadid (dove, senza nulla togliere all'ottima creatività di Zaha, è mia personale opinione che Patrick Shumacker dimostri ancora una volta la sua bravura nel realizzare queste bellissime strutture).
Nel tema "spazi per la cultura" sono recensite:
- Arata Isozaki, CAFA Art Museum, Pechino;
- Guillermo Vàzquez Consuegra, Museo Nazionale di Archeologia Marittima, Cartagena;
- Alvaro Siza, Museo della Fondazione Iberè Carnago, Porto Alegre, Brasile;
- Alvaro Siza, Biblioteca Municipale, Viana do Castelo, Portogallo.
A proposito di quest'ultimo consiglio la lettura dell'articolo "una lezione di architettura" di Marco Mulazzani. Il motivo stà nel fatto che Mulazzani affronta, nelle righe conclusive, l'argomento dello stretto rapporto che nell'ultimo periodo ha legato più d'una volta Casabella a Siza. E' capitato anche qui sul blog qualche commento nella recensione del n° 766: ovviamente non vado certo a pensare che la redazione di Casabella legga (o possa addirittura tener conto) qualche commento in un piccolo blog sperduto nella rete come Correnti d'architettura; ma credo che la presenza, assai spesso, di recensioni di Siza non sia comunque sfuggita alla maggior parte dei lettori della rivista e, probabilmente (è solo una mia opinione), una qualche forma chiarificatrice, anche semplice di poche righe, è forse parsa necessaria. Riporto qui l'estratto in merito, per chi fosse sfuggito il numero in edicola e avesse difficolta a reperirlo: "I nostri lettori possono dunque comprendere appieno la ragione per la quale "Casabella", in questo ultimo anno, ha seguito con costante attenzione l'attività di Siza; le sue opere sono infatti risolte all'insegna della continuità, ma il suo lavoro e tutt'altro che immobile: una lezione di architettura che, continuamente, si rinnova.".
Nella terza parte, "profilo", ci sono 3 opere di Grafton Architects:
- Solstice Arts Center, Navan, Irlanda;
- OPW Building, Dublino, Irlanda;
- Ampliamento dell'università Bocconi, Milano.
Se capiterò a Milano spero di ricordarmi di andare a vedere di persona l'ampliamento della Bocconi che si preannuncia (dalle foto in rivista) davvero stimolante, un bell'esempio di progetto.
Per "la biblioteca dell'architetto" è presente la recensione, del libro "Robert Moses and the modern city: The transformation of New York", di N. Adams nell'articolo: "Robert Moses: il "costruttore" di New York".
Dulcis in fundo è presente la copertina del n° 301 di Casabella ("costruzioni") del gennaio 1966.
Joystar
mercoledì, giugno 25, 2008
Casabella 767
Casabella 767 - Giugno 2008 Ed ecco che finalmente, dopo diversi numeri "normali", ne arriva uno che fa piacere, a mia personalissima opinione, avere nella propria libreria. A partire dai contenuti, dalla loro disposizione e della loro forma, si può evincere che ci si trova di fronte ad uno di quei numeri particolarmente ben riusciti e sicuramente sopra la media. Ovviamente non lo stò incensando (e non è mia intenzione farlo) ma non faccio mistero che, questo mese, mi sono sentito abbastanza soddisfatto della lettura (in senso generale) e non voglio certo farne mistero limitandomi ad uno dei soliti elenchi di quello che contiene.
Andiamo pure a scoprire i motivi delle mie affermazioni.
Come anticipato nello scorso numero (766), anche questo mese vede l'apertura dedicata all'insegnamento dell'architettura. Dopo Le Corbusier, nel numero precedente, stavolta tocca a Mies Van Der Rohe. La "lezione" inserita è un'interessante lettura dove Mies si esprime a 360° sulla relazione dell'apprendimento dell'architettura collegato alla vita e alla conoscenza individuale (non per nulla è intitolato "L'insegnamento e i valori"). Non voglio rovinarvi la lettura mettendo stralci dei passaggi più significativi presi quà e là, ma almeno la frase iniziale (testo estratto dal telegramma che Mies inviò a Pevsner...vedere la rivista per i dettagli...) vorrei inserirla, principalmente perchè racchiude in pochi termini una delle basi della professione dell'architetto/progettista che in tanti spesso dimenticano: "Visualization of space must be supported by structural knowledge, Design without structural knowledge will result in dilettantism. For this reason we make construction a prerequisite to architectural planning".
I contenuti interni sono dedicati ad un unico tema: Le ville.
La disposizione dei progetti presentati è semplice ma di ottima consultazione: si inizia con un'opera famosa di un maestro dell'architettura, si prosegue con l'esposizione delle attuali e si chiude con un'altra, attrettanto famosa, di un altro grande maestro. Tutti i progetti hanno ampie fotografie e, importante, sono presenti molte tavole sia dei piani/sezioni che particolari costruttivi (devo essere sincero, quando nella recensione di un'opera non trovo tavole e/o queste sono poco leggibili avverto sempre come un senso di disagio).
Ed ora un bell'elenco delle ville recensite.
Si inizia con:
- Alvar ed Elissa Aalto, la maison Carrè.
Dopo seguono otto progetti attuali:
- Denton Corker Marshall, Wilson House, Yarra Valley, Australia;
- Tham & Videgard Hansson, Archipelago House, Stoccolma, Svezia;
- Katsufumi Kubota, T-house, Kanagawa, Giappone;
- Charles Pictet, Villa Naja, Frontenex, Ginevra;
- Shigeru Ban, Furniture House 5, Sagaponack, Long island, New York;
- Chenchow & Little, Semi-detached House, Bronte Beach, Sydney;
- Mathias Klotz, Casa Oks, Punta del Este, Uruguay;
- Anton Garcia-Abril, Casa Martemar, Benahavis, Spagna.
Chiude la carrellata:
- Mies Van Der Rohe, La Casa Farnswoth con un'interessante approfondimento su questa (arci?) nota opera di architettura.
In chiusura, per "la biblioteca dell'architetto" è recensito, da Leo Shubert, il libro-catalogo "Le Corbusier - Le arti al servizio dell'architettura".
In ultima pagina, sempre in occasione degli ottant'anni della rivista, è presente la copertina di "Casabella continuità" n° 240 del giugno 1960. Ossevandola è possibile vedere che si trattava di un numero speciale dedicato a Peter Beherens. Ma sbaglio opure oggi si vedono numeri speciali con molta difficoltà? La butto lì: non sarà forse per la necessità di poter pubblicare e vendere le monografie a parte? ...ehm...
Comunque, se sono stato troppo entusiasta di questo bel numero 767 potete, come sempre, farmi notare le cose che secondo voi non vanno nei commenti sottostanti.
Joystar
lunedì, giugno 16, 2008
Transmitting Architecture 2008
Solitamente non sono un newser. Ne ho il tempo per farlo ahimè. Dato che passavo dalle parti di correnti d'architettura, (cosi Joy non dirà che non mi faccio mai sentire) ne aprofitto per fare una breve segnalazione.domenica, giugno 08, 2008
Casabella 766
Casabella 766 - Maggio 2008mercoledì, giugno 04, 2008
Festarch 2008, piccole considerazioni

Terminato da ormai diversi giorni il Festarch, ho deciso di buttare giù qualche piccola nota. Così, giusto per avere una memoria di quello che si è visto nei tre giorni (in realtà io ho potuto partecipare solo al primo) di manifestazione.
L'evento, che cominciava venerdì 30 (il giorno 29 era dedicato ad una conferenza di apertura tenutasi la sera ma nulla di più) non ha visto, almeno per quella che può essere la mia testimonianza, un grandissimo afflusso di pubblico. Ovviamente paragonato alla marea di persone che lo scorso anno aspettavano l'apertura della mostra. Quest'anno infatti alle 10,30 eravamo ben pochi davanti ai cancelli, una decina di persone in tutto. Ho avuto occasione di verificare che molti degli stands non erano ancora pronti all'apertura. Subito comunque ci si è trovati di fronte a quello che secondo me il vero punto debole (ovviamente voluto per concentrare tantissimi interventi in soli 3 giorni) dell'organizzazione di eventi simili: l'impossibilità di poter fisicamente partecipare ai vari interventi nelle diverse sale preposte. Infatti sia alla sala 1 (dove c'era l'intervento di Francesco Erbani dal titolo "L'Italia maltrattata") che nella sala 4 (dove invece alcuni studi italiani presentavano loro opere) l'afflusso di persone era decisamente basso (non più di 40 persone nella 1 e poche, forse una decina, in sala 4). Tutti ovviamente aspettavano l'evento clou della mattinata. Ovvero l'intervento di OMA sul progetto per il recupero del quartiere Sant'Elia di Cagliari. Infatti la sala si è riempita ben oltre i posti disponibili. Io ho dovuto seguire stando in piedi ma credo che ne sia valsa la pena: Floris Alkemade di OMA ha spiegato i punti principali del progetto con semplicità e cura per i particolari. E' stato molto interessante, peccato solo per la lentezza indotta dal cambio microfono tra lui e l'interprete. Io avrei preferito seguirmi l'intervento tutto in inglese, sarebbe stato più godibile...sarà che probabilmente non mi accontento mai.
C'erano anche diverse mostre visitabili liberamente e svincolate dal dictat degli interventi sovvrapposti: tra queste abbiamo apprezzato il plastico e le varie stampe che illustravano il piano per la miniera Monteponi di Herzog & De Meuron e l'esposizione video curata da Inarch Sardegna: Costeras_videos (una rassegna di progetti che hanno partecipato al concorso per la riqualificazione di 8 borgnate marine). Curioso anche l'evento in Sala Man2 intitolato "tour della vittima" e curato da L. Boscani e dal MAN di Nuoro (brevemente si trattava di un percorso all'interno della città che toccava vari luoghi testimoni di eventi successi nel corso della storia cittadina).
Una delle altre cose che, secondo me, avrebbe dovuto essere pianificata meglio è il posizionamento di alcuni interventi. Sono decisamente deluso di non aver potuto assistere all'incontro con Rem Koolhaas, ma non si può mettere un'intervento interessante come quello alle 22.00. Bisognava considerare anche il fattore collegamenti e trasporti. Un evento che inizi alle 22 richiede per ovvie ragioni che chi vi partecipa possa poi avere i mezzi per poter rientrare e sopratutto gli studenti ne sono usciti svantaggiati. Io poi che stò a 50km dalla città sarei dovuto rientrare tardissimo e, dopo una giornata non certo leggera, ero troppo stanco ed ho dovuto rinunciare all'idea di andarci.
Vedo che mi sono dilungato, chiudo qui lasciando la possibilità, se qualcuno avesse visto interventi nei giorni della manifestazione e volesse scrivere le proprie impressioni di postarle nei commenti. Provvederò poi a metterle in evidenza in seguito a questo testo.
Joystar
PS: alcune foto realizzate con/e da Pat, che per fortuna che si è ricordato la macchina fotografica, io l'avevo decisamente dimenticata, (per inciso, le 2 ore di fotoritocco per metterle online me le sono sorbite io...), la mattina del 30 maggio. Cliccarci sopra per ingrandirle.

Il cortile principale nell'ingresso alla mostra.

Nel cortile era presente una scultura dell'artista Pinuccio Sciola.

Il cortile interno della manifattura. Notare come il tema grafico venga ripetuto un pò in ogni posto.

Le indicazioni nei cartelli alcune volte sono in inglese...

...altre volte in italiano!

Un particolare dell'esposizione del progetto di Herzog.

Qui una foto del plastico dello stesso.

Il plastico dell'intervento di OMA per Sant'Elia.

Uno scatto dalla conferenza di Floris Alkemade - OMA, purtroppo la qualità non è eccelsa ma con una macchina compatta non potevamo fare di più.

Altro scatto dalla conferenza di Alkemade - OMA.

La brochure che illustrava il piano.
domenica, giugno 01, 2008
Casabella 765
Casabella 765 - Aprile 2008Chiusa qui la parentesi delle mie lentezze ed impegni personali, che suppongo interessino ben poco, andiamo a vedere cosa propone questo numero di Aprile 2008.
mercoledì, maggio 28, 2008
A/R Mostra di architettura a Cagliari

Presso la galleria "incontri d'arte", via R. Margherita, 91 Cagliari
h. 09-22"
mercoledì, aprile 16, 2008
Casabella 764
Ho scritto questa breve recensione già dal 14 marzo scorso, ma tra le feste di pasqua e altri problemi vari la avevo dimenticata in bozza e non ho avuto il tempo di dedicarmici. Comunque mi chiedevo, ora che molti lo avranno già in mano da molto possono verificarlo, se davvero il numero 764 può rappresentare una svolta? Oppure si tratta di una chiara presa di coscienza? Di certo vi è un ritorno con stile all'editoriale del chief editor: Francesco Dal Co.giovedì, marzo 27, 2008
La 10° settimana della cultura
Vorrei segnalare che dal 25 al 31 Marzo 2008 si svolge la settimana della cultura 2008, in cui si possono visitare gratuitamente tutti i luoghi dell'arte statali (Musei, biblioteche, archivi, aree archeologiche...). In più oggi 27 Marzo si può assistere a tutti gli spettacoli cinematografici di Cineworld a solo 1 Euro.



