giovedì, agosto 30, 2007

Festarch in Sardegna: nuova lezione di J. Herzog

Continua con nuove iniziative il FestArch che si è tenuto a Cagliari (ed Alghero) a fine giugno scorso (Si veda l'intervento FESTARCH Il Primo Festival di Architettura in Sardegna del 10 luglio).
Il 3 settembre infatti si terrà, nell'aula magna della facoltà di ingegneria di Cagliari, una lezione magistrale di Jacques Herzog dal titolo "Il progetto di recupero della miniera Monteponi". L'annuncio è presente sulla hompage del sito Festarch : http://www.festarch.it/ dove, purtroppo, non ci sono altre informazioni inerenti la nuova iniziativa, quindi per tutti gli interessati l'appuntamento è per lunedì 3 settembre alle ore 17,30.
Fa senz'altro piacere vedere nuovamente Herzog a Cagliari e l'evento sarà seguito per quanto possibile o da me oppure da Pat per un eventuale post qui sul blog.

Joystar

lunedì, agosto 20, 2007

Casabella 755

Numero votato all'argomento urbanistico questo 755 ed, in tema, porta in dote un editoriale che esprime chiaramente la posizione del Prof. F. Dal Co con un titolo "che fare per le città?".
In sintesi, l'articolo si concentra nell'indicare il progetto unitario per l'autostrada M-30 di Madrid come un esempio da seguire se si vuol portare avanti un concreto discorso urbanistico. Insomma un'editoriale che consiglio di leggere.

Ma veniamo ai contenuti di questo numero di maggio 2007:

La prima parte è dedicata all'argomento "Torino" con una serie di articoli e servizi dedicati alla Torino Post-olimpica. Interessante la mappa a pag. 18 che indica tutti gli interventi che sono stati realizzati, o che sono in fase di realizzazione, sulla città in occasione del succitato intervento sportivo. Segnalo inoltre il saggio su Franco Levi - Un maestro della Scienza delle Costruzioni - Palazzo Vela Torino 1960.

La parte centrale è indicata con "edilizia sociale" e rappresenta un pò l'insieme di progetti più interessanti del numero. Mi riservo un commento sul fatto di aver utilizzato la dicitura "edilizia sociale" che sa secondo me un pò di antiquato e che trovo poco indicato, secondo me ci stava meglio, visti i progetti seguenti, qualcosa come "urbanistica pubblica residenziale", ma, ripeto, è solo una mia considerazione. Chiusa la parentesi vediamo velocemente i progetti presenti:

Paredes pedrosa Arquitectos, 146 abitazioni sociali a Pradolongo, Usera, Madrid;
Babled Nouvet Reynaud Achitectes, Rinnovo urbano e alloggi, Saintes, Francia;
Niall McLaughlin Architects, Abitazioni a basso costo per il Peabody Trust, Silvertown, East London;
Quattro architetti e un masterplan (anche qui era meglio indicare "quattro collaborazioni tra architetti", ma lo so, sono io che sono forse un pò troppo pignolo):
Arata Isozaki e Akiko Takahashi+Tsukasa Sekkei, Christine Hawley+Sanny Architects, Kazuyo Sejima+Yamasei Sekkei, Elizabeth Diller+Misaki Design & Architects, Edilizia residenziale pubblica, Kitagata, prefettura di Gifu, Giappone.

Il numero continua con "scuole ieri/oggi", argomento che compare spesso in questo ultimo periodo su Casabella:
Si inizia con un bel servizio di Alberto Muffato su William Lescaze. Dopo sono presenti i seguenti progetti:
Carme Pinòs, Scuola Elementare, Castelldefels, Barcellona;
MMBB, Scuola Elementare, Campinas, Brasile;
Alessandro Contavalli, Scuola dell'infanzia, Ponticelli, Imola;

Inoltre è presente un minispazio per "opere e progetti recenti" con :
Alvaro Siza, Cantina vinicola Adega Mayor, Campo Maior, Portogallo.

Per lo spazio libri c'è la recensione, da parte di Nicholas Adams, del volume di Peter Blundell Jones, Gunnar Asplund, Phaidon Londra 2005.

Chiude il numero, come consuetudine, una foto del complesso Johnson Wax di Wright fatta dal fotografo E. Stoller.


Joystar

sabato, agosto 18, 2007

Betile di Hadid confermato e Mostra opere di R. Piano

Due notizie di architettura, una freschisima e l'altra un pò meno ma molto interessante.
Iniziamo con la fresca: è ufficiale la costruzione del museo Betile a Cagliari, di cui ho già parlato in questo intervento qualche mese fa. Pare che Zaha Hadid abbia firmato per il progetto definitivo e a quanto si dice i lavori dovrebbero cominciare già nel 2008. Sono davvero curioso di vedere se il progetto si terrà fedele a quello che ha vinto il concorso oppure se ci saranno modifiche evidenti in quello definitivo.

L'altra notizia riguarda una mostra monografica in corso alla triennale di Milano sulle opere di Renzo Piano. La mostra è una celebrazione delle opere del nostro architetto più rappresentativo a livello internazionale in onore dei suoi 70 anni. Da visitare assolutamente, per chi può ovviamente. Ulteriori informazioni possono essere lette a questo indirizzo : http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/20105/IDCategoria/1 .

Approfitto pure per salutare tutti coloro supportano questo, un pò traballante, blog. Ed ovviamente dare qualche ragguaglio sui prossimi interventi (i miei si intende): le recensioni dei numeri 755, 756 e 757 di casabella sono ormai quasi pronte ed inoltre stò valutando la possibilità di fare una versione tradotta in inglese e mi piacerebbe avere delle opinioni in merito (è un'idea sciocca? oppure inutile?...vale la pena provarci?...ai lingua madre inglese gliene frega qualcosa dei nostri interventi riferiti spesso solo all'architettura italiana? sono graditi ogni tipo di commenti).

Joystar

mercoledì, agosto 15, 2007

Il Forum Building a Barcellona

Il Forum Building di Herzog e De Meuron e il Parco Litorale Nord di Abalos & Hereros
Da circa 20 anni a Barcellona si muove un impeto strano nel voler reinventare le più note tipologie di spazio pubblico. Si tratta di un processo che prevede una sorta di riqualificazione verticale della città, che parte dal sottosuolo, con l’impianto di depurazione per le acque, sopra di esso una piazza all’aperto e poi ancora torri ecc. L’impostazione risulta chiara e non si limita ad interpretare la città come una somma di singole aree, bensì come un succedersi di episodi uno accanto all’altro, che interagiscono tra di loro, nella massima libertà. Il Forum Universal de las Culturas del 2004 dà vita ad un nuovo impulso, si vuole definire un modello di città che s’ispira a valori più etici, che si muovono comunque verso avanguardia e innovazione.
Il Forum Building, progettato dagli architetti svizzeri Herzog e De Meuron, è un edificio celebrativo e rappresenta il simbolo del Forum del 2004. Si tratta di un edificio di forma triangolare di 180 m di lato, ubicato nel triangolo della strada Diagonal, La Rambla de Prim e la Ronda Litoral. L’edificio risulta rialzato pochi metri dal terreno (25mt.) e dà l’impressione di una grossa tenda blu che scende dall’alto. Le finestre sono a specchio e assomigliano a dei cocci di vetro rotti. L’edificio crea uno spazio pubblico coperto che dal punto di vista funzionale risulta essere estremamente flessibile, volto ad ospitare spazi museali dedicati alle culture del mondo, all’arte e al design.
All’interno della grande trasformazione urbanistica del Forum 2004 si inserisce il Parco Litorale Nord (detto anche Parco della Pace), ad opera degli architetti Abalos & Hereros. L’idea di questo parco nasce da una grande sensibilità nei confronti delle questioni ambientali e sembra voler tradurre l’idea di waterfront per cui il passaggio città-mare non è più necessariamente una linea, secondo gli stereotipi tradizionali, bensì una fascia e cioè un’area strutturalmente complessa composta da sistemi spaziali interconnessi, esteticamente, funzionalmente e socialmente individuabili in una unità complessiva. In questo progetto le componenti naturali paesaggistiche, mare, vento, sole, spiaggia sono utilizzate come materiali da costruzione. L’insieme è legato al tempo stesso alla città, al mediterraneo e al paesaggio industriale precedente.

venerdì, luglio 27, 2007

Mostra su Calatrava a Roma

Dopo numerosi impegni eccomi di nuovo sul blog con una ghiotta notizia, che ho visto segnalata ormai da più di un mese solo da Prof. Architetto e da cui, ovviamente, l'ho presa.
A partire dal 4 luglio e fino al 2 settembre si tiene, alle Scuderie del Quirinale, una mostra, curata da Tomàs Llorens, tutta dedicata a Santiago Calatrava.
Sono esposte circa novnta opere tra progetti, plastici, sculture e disegni vari.
Maggiori informazioni nella notizia data da Professione Architetto; nel link delle "Scuderie del Quirinale", e sul sito di Calatrava: http://www.calatrava.com/
La settimana prossima conto di essere a Roma e se possibile, sempre "se" riesco ad andarci, farò un bel resoconto qui sul blog.
Carolina

giovedì, luglio 26, 2007

Il Guggenheim Museum

Il Solomon R. Guggenheim Museum, che fa parte del cosiddetto Museum Mile, è ubicato a Manhattan, nell’Upper East Side, al n. 1071 della Fifth Avenue, tra la East 88th e la East 89th Street.
Nel 1937 l’industriale del rame e collezionista Solomon R. Guggenheim, un ebreo di origine svizzera, istituì una fondazione finalizzata ad accogliere la sua collezione privata (la Guggenheim Collection of Non-Objective Paintings). Nel 1943 la baronessa Hilla Rebay von Ehrenwiesen affidò al celebre architetto Frank Lloyd Wright l’incarico di progettare per la Guggenheim Foundation (di cui era direttrice) una sede adeguata in grado di sostituire quella provvisoria in cui la preziosa collezione di arte astratta era ospitata dal 1939.
I lavori di costruzione del museo ebbero inizio solo nell’agosto 1957, dopo numerosi diverbi sul progetto insorti tra Wright e il direttore della fondazione James Johnson Sweeney, succeduto nel 1952 alla baronessa Rebay.
L’inaugurazione ebbe luogo nell’ottobre del 1959, sei mesi dopo la scomparsa dell’architetto Wright. Ulteriori spazi espositivi (tra cui la Tower Galleries, un edificio a dieci piani eretto dietro la costruzione originaria) furono ottenuti in seguito a lavori di ampliamento e di ristrutturazione diretti dall’architetto Charles Gwathmey e ultimati nel 1993. L’edificio appare esternamente come una spirale rovesciata in cemento bianco a quattro anelli che sale fino a una cupola di vetro a ca. 30 m d’altezza; all’interno la spirale si apre su di un vasto spazio centrale e viene percorsa dal visitatore partendo dall’alto e scendendo per una rampa elicoidale (lunga 432 m e con un’inclinazione del 3%) che si snoda lungo un spazio espositivo composto da oltre 70 nicchie e piccole gallerie in cui sono in mostra le opere d’arte del museo.

Progetto R&S - FUEL CELLS - H2&DIGEN

Soggetti attuatori

1. CRS4 surl – Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna
2. Consorzio Pisa Ricerche
3. CNR-IRC Napoli
4. Università degli Studi di Genova
5. EniTecnologie spa (San Donato Milanese)
6. Enel Produzione spa
7. Riello spa (Legnago)
8. Università degli Studi di Napoli Descrizione

L'idea di fondo di questo progetto è quella di integrare sistemi di produzione di idrogeno innovativi con impianti di generazione termoelettrica alimentati con combustibili fossili/biomasse o sistemi di termovalorizzazione di residui/rifiuti.
Si tratta di sviluppare ricerche e sperimentazioni che consentano di realizzare sistemi di produzione di idrogeno e separazione di CO2 presso siti che impieghino combustibili tradizionali e non, con l'obiettivo di ridurre al minimo il costo di produzione di questo nuovo vettore energetico e di minimizzare l'impatto ambientale.
Un elemento necessario per sviluppare quest'idea è la determinazione dell'intervallo di purezza dell'idrogeno prodotto che influenza le prestazioni dei sistemi finali che lo utilizzano. Noto il livello di purezza, il punto fondamentale da studiare è l'integrazione tra il sistema di produzione di idrogeno e i sistemi che tradizionalmente impiegano i combustibili di partenza, studi che permettono di selezionare i processi più idonei e/o sviluppare nuovi processi e nuove tecnologie di produzione particolarmente economiche ed ambientalmente compatibili. Per quanto riguarda la purezza è necessario valutare il comportamento dei diversi componenti destinati all'impiego dell'idrogeno.
In linea di principio i sistemi che possono utilizzare idrogeno nella generazione elettrica distribuita sono le microturbine, le celle a combustibile, i sistemi termofotovoltaici e i motori Stirling. Mentre per le celle, stante l'attuale tecnologia, è necessaria un'elevata purezza, per le microturbine e gli altri microgeneratori questa caratteristica è meno stringente.
Va comunque considerato che la combustione di idrogeno nelle turbine a gas produce ossidi di azoto in quantità maggiori che nella combustione a metano per cui vengono investigati, per raggiungere l'obiettivo zero emission, il processo di combustione catalitica, nonché quegli accorgimenti (staging, premiscelazione) propri delle combustione low-NOx.
Le attività saranno prevalentemente di tipo sperimentale e saranno svolte su impianti di piccola taglia già esistenti o da realizzare ad hoc impiegando strumentazione e sistemi di analisi specifici. L'attività sperimentale sarà affiancata da una consistente modellistica matematica tesa a simulare i processi per approfondirne gli aspetti più critici e valutare le problematiche della dinamica e dello scaling up dei processi.

Il progetto si sviluppa secondo tre aree:
A) Produzione dell'idrogeno,
B) Utilizzazione dell'idrogeno per la generazione elettrica distribuita
C) Valutazioni Tecniche Economiche e Ambientali.

Obiettivi
Uno scopo del progetto è quello di integrare sistemi di produzione di idrogeno innovativi con impianti di generazione termoelettrica alimentati con combustibili fossili/biomasse o sistemi di termovalorizzazione di residui/rifiuti. Questo scopo sarà perseguito sviluppando ricerche e sperimentazioni che consentano di realizzare sistemi di produzione di idrogeno e separazione di CO2 presso siti che impieghino combustibili tradizionali e non. Obiettivo finale del progetto è quello di ridurre al minimo il costo di produzione di questo nuovo vettore energetico, l'idrogeno, e di minimizzare l'impatto ambientale.
Risultati attesi
1. Sistemi integrati di produzione dell'idrogeno con impianti di generazione termoelettrica.
2. Sistemi di purificazione dell'idrogeno ottenuto da processi di reforming.
3. Modelli di analisi dei dispositivi combustivi dell'idrogeno a bassa temperatura.
4. Modelli di analisi dei dispositivi di cleaning dell'idrogeno.

Finanziamenti
MIUR – Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca (FISR).

Tempi di realizzazione
Tre anni.
Data inizio: 1 gennaio 2006
Data fine: 31 dicembre 2007.

Per ulteriori informazioni vedi il sito: http://www.sardegnaricerche.it/index.php?xsl=370&s=37767&v=2&c=3141&archivio=&vd=&fa=1&c1=

martedì, luglio 10, 2007

FESTARCH Il Primo Festival di Architettura in Sardegna

Il primo FESTARCH della Sardegna si è tenuto a Cagliari per tre giorni (29/30 giugno e 1° luglio) presso la ex-Manifattura Tabacchi e al Lazzaretto di Sant’Elia (con una appendice nella Facoltà di Ingegneria), e un’altra parte quasi in contemporanea ad Alghero (il 2 luglio), nella Facoltà di Architettura, per parlare di architettura, del paesaggio e del futuro del mondo.
Il Festiva ha visto la partecipazione di architetti, progettisti, fotografi, artisti e filosofi tra i più importanti della scena internazionale, con la presenza di ben quattro premi Pritker: Rem Koolhaas, Paulo Mendes da Rocha, Zaha Hadid e Jacques Herzog.
Se devo essere onesto, questo primo Festival ha disilluso molto le mie aspettative, sopratutto perché hanno concentrato troppi eventi in pochi giorni. Per esempio, il 29, il giorno dell’apertura all’ex-Manifattura c’erano quattro eventi in contemporanea:
1° Sala: presentazione dell’evento e proiezione della storia della ex-Manifattura Tabacchi; confronto tra centri europei dedicati alla cultura e alla creatività nella trasformazione e utilizzo di alcune aree industriali dismesse in alcune parti dell’Europa;
2° Sala: incontro con il teorico francese del paesaggio Gillies Clément;
3° Sala: conversazione con architetto giapponese Kengo Kuma, che racconta alcuni progetti recenti tra Cagliari e Tokyo;
4° Sala: mostra fotografica e incontro con alcuni dei fotografi più celebri italiani.

Quindi una persona non poteva seguire più di un evento per volta, dovendo scegliere una presentazione e rinunciando alle altre (a malincuore da parte mia ).
Non parliamo poi dell’enorme spesa (oltre 500.000 €) che è stata fatta per il rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio dei prestigiosi ospiti a questo Festival.

Per chi volesse vedere il sostanzioso programma della manifestazione: http://www.festarch.it/ (edit by Joystar 2013: link che potrebbe non funzionare o non contenere più le informazione dell'epoca di questo post)

Pat

lunedì, luglio 09, 2007

Carta della Sardegna sotto un'intonaco

Nella cattedrale di Cagliari il mese scorso è stata scoperta, sotto un'intonaco un carta dell'isola risalente al 1500.
Ne parliamo qui sul blog perchè il merito di averla scoperta va ad un nostro docente universitario, il Prof. Giampaolo Marchi, docente del corso di Estimo della facoltà di Ingegneria Edile (e Architettura), nell'università di Cagliari.
Il 14 Giugno ha tenuto una conferenza nella quale ha raccontato il suo stupore quando durante dei lavori, sotto un'intonaco è comparso l'affresco: "Mi trovavo in Cattedrale per motivi estranei a questa ricerca e mai avrei potuto immaginare una sorpresa simile...L’affresco è da attribuire a Geronimo Ferra Pintor e risale al periodo tra il 1570 e 1576, durante la reggenza del Vicerè Conte d’Elda. Tra gli elementi indicativi per la datazione compare anche lo scudo di Filippo II". Prof. Marchi ha poi continuato con la sua esposizione: "Le fonti documentarie fanno spesso riferimento alla carta, che è stata oltretutto cercata a più riprese dallo stesso Filippo II, nelle convinzione fosse stata realizzata su un supporto cartaceo. Invece, la sorpresa: è un vero e proprio dipinto. Ecco il motivo per cui era introvabile negli archivi. c’è sempre stata Chissà quante persone l’avranno osservata distrattamente, senza comprenderne o intuirne il significato e il valore....Purtroppo è solo una parte della carta e la lettura non è immediata. Il resto dell’opera è stato eliminato in seguito all’inserimento delle bifore".
Nell'articolo di M. Lampis (pubblicato il 15 giugno 2007 su L'unione Sarda), dal quale abbiamo preso la dichiarazione di Marchi e la foto a lato, c'è dell'altro. C'è una scoperta nella scoperta: sembra che dietro l’affresco si nasconda un altro dipinto raffigurante la cattedrale. Molto presto Marchi pubblicherà il suo studio e potremmo leggere in modo approfondito questi suoi nuovi studi.


PAT & Joystar

giovedì, luglio 05, 2007

Casabella 754


Avevo promesso questa minirecensione già il 21 giugno scorso, poi quando si è trattato di fare un copia & incolla per pubblicarla mi sono accorto che non trovavo più il file. Va bene, succede ogni tanto tra le miriadi di files sparsi per il mio pc di smarrirne qualcuno. Ma veniamo ai contenuti del numero 754.

Interessante spunto di discussione è l'editoriale, sempre curato dal Prof. Dal Co, dal titolo "il vecchio e il nuovo". In effetti tratta proprio di quell'argomento che probabilmente è il più discusso nelle conversazioni tra architetti, progettisti, ingegneri etc...Ovvero modalità e metri di giudizio da adottare per consentire o meno l'inserimento di nuove costruzioni all'interno di centri storici consolidati.

In riferimento all'editoriale ci sono ben quattro interventi, tutti riferiti allo speciale sul "vecchio e il nuovo":

- Vittorio Gregotti, Ristruttarazione della sede del "Corriere della sera", Milano;
- Rafael Moneo, Completamento del "Banco de Espana", Madrid;
- Pierre Louis Faloci, Trasformazione del Museo Rodin, Parigi;
- Ahrens Grabenhorst, Ampliamento e riordino del Museo d'arte e Collezione Robert Simon, Celle , Germania.

Il numero continua parlando di scuole e precisamente di quelle di R. Neutra:

- Richard Neutra, Le scuole del New Deal;

Seguono tre case:

- Glenn Murcutt, Casa nella Kangaroo valley, Australia;
(questa recensione si fa notare per l'ottima pubblicazione di disegni preparatori e tavole varie disposte anche a doppia pagina, una presenza che fa sempre piacere in una rivista di architettura!)
- Steven Holl, Justin Ruessli, Residenza dell'ambasciatore svizzero, Washington D.C.;
- Alberto Campo Baeza, Casa Guerrero, Barbate, Cadice, Spagna.

Nella rubrica "opere recenti" è recensita:

- Enric Miralles e Benedetta Tagliabue, Nuova sede di Gas Natural, Barcellona.

Per quanto riguarda i libri, questo mese c'è la recensione del volume "Il committente e le arti. Cosimo de Medici e il rinascimento fiorentino", edito da Electa, nell'articolo di Roberta Pellegriti: "Ritratto di un mecenate".

Chiude il numero, come consuetudine dei numeri dell'ultimo periodo, una fotografia di E. Stoller del complesso Johnson Wax di F.L. Wright.

Questo numero ha avuto una minirecensione particolarmente "mini", ma quando devo riscriverla da capo mi viene quasi automatico cercare di essere il più sintetico possibile.
Un'ultima cosa; segnalo un approfondimento/analisi di maat, sull'opera di Moneo recensita in questo numero, nel suo blog a questo indirizzo: Postmoderno, postcontemporaneo, quasi antico.


Joystar