mercoledì 4 giugno 2008

Festarch 2008, piccole considerazioni



Terminato da ormai diversi giorni il Festarch, ho deciso di buttare giù qualche piccola nota. Così, giusto per avere una memoria di quello che si è visto nei tre giorni (in realtà io ho potuto partecipare solo al primo) di manifestazione.
L'evento, che cominciava venerdì 30 (il giorno 29 era dedicato ad una conferenza di apertura tenutasi la sera ma nulla di più) non ha visto, almeno per quella che può essere la mia testimonianza, un grandissimo afflusso di pubblico. Ovviamente paragonato alla marea di persone che lo scorso anno aspettavano l'apertura della mostra. Quest'anno infatti alle 10,30 eravamo ben pochi davanti ai cancelli, una decina di persone in tutto. Ho avuto occasione di verificare che molti degli stands non erano ancora pronti all'apertura. Subito comunque ci si è trovati di fronte a quello che secondo me il vero punto debole (ovviamente voluto per concentrare tantissimi interventi in soli 3 giorni) dell'organizzazione di eventi simili: l'impossibilità di poter fisicamente partecipare ai vari interventi nelle diverse sale preposte. Infatti sia alla sala 1 (dove c'era l'intervento di Francesco Erbani dal titolo "L'Italia maltrattata") che nella sala 4 (dove invece alcuni studi italiani presentavano loro opere) l'afflusso di persone era decisamente basso (non più di 40 persone nella 1 e poche, forse una decina, in sala 4). Tutti ovviamente aspettavano l'evento clou della mattinata. Ovvero l'intervento di OMA sul progetto per il recupero del quartiere Sant'Elia di Cagliari. Infatti la sala si è riempita ben oltre i posti disponibili. Io ho dovuto seguire stando in piedi ma credo che ne sia valsa la pena: Floris Alkemade di OMA ha spiegato i punti principali del progetto con semplicità e cura per i particolari. E' stato molto interessante, peccato solo per la lentezza indotta dal cambio microfono tra lui e l'interprete. Io avrei preferito seguirmi l'intervento tutto in inglese, sarebbe stato più godibile...sarà che probabilmente non mi accontento mai.
C'erano anche diverse mostre visitabili liberamente e svincolate dal dictat degli interventi sovvrapposti: tra queste abbiamo apprezzato il plastico e le varie stampe che illustravano il piano per la miniera Monteponi di Herzog & De Meuron e l'esposizione video curata da Inarch Sardegna: Costeras_videos (una rassegna di progetti che hanno partecipato al concorso per la riqualificazione di 8 borgnate marine). Curioso anche l'evento in Sala Man2 intitolato "tour della vittima" e curato da L. Boscani e dal MAN di Nuoro (brevemente si trattava di un percorso all'interno della città che toccava vari luoghi testimoni di eventi successi nel corso della storia cittadina).
Una delle altre cose che, secondo me, avrebbe dovuto essere pianificata meglio è il posizionamento di alcuni interventi. Sono decisamente deluso di non aver potuto assistere all'incontro con Rem Koolhaas, ma non si può mettere un'intervento interessante come quello alle 22.00. Bisognava considerare anche il fattore collegamenti e trasporti. Un evento che inizi alle 22 richiede per ovvie ragioni che chi vi partecipa possa poi avere i mezzi per poter rientrare e sopratutto gli studenti ne sono usciti svantaggiati. Io poi che stò a 50km dalla città sarei dovuto rientrare tardissimo e, dopo una giornata non certo leggera, ero troppo stanco ed ho dovuto rinunciare all'idea di andarci.
Vedo che mi sono dilungato, chiudo qui lasciando la possibilità, se qualcuno avesse visto interventi nei giorni della manifestazione e volesse scrivere le proprie impressioni di postarle nei commenti. Provvederò poi a metterle in evidenza in seguito a questo testo.

Joystar

PS: alcune foto realizzate con/e da Pat, che per fortuna che si è ricordato la macchina fotografica, io l'avevo decisamente dimenticata, (per inciso, le 2 ore di fotoritocco per metterle online me le sono sorbite io...), la mattina del 30 maggio. Cliccarci sopra per ingrandirle.


Il cortile principale nell'ingresso alla mostra.


Nel cortile era presente una scultura dell'artista Pinuccio Sciola.


Il cortile interno della manifattura. Notare come il tema grafico venga ripetuto un pò in ogni posto.


Le indicazioni nei cartelli alcune volte sono in inglese...


...altre volte in italiano!


Un particolare dell'esposizione del progetto di Herzog.


Qui una foto del plastico dello stesso.


Il plastico dell'intervento di OMA per Sant'Elia.


Uno scatto dalla conferenza di Floris Alkemade - OMA, purtroppo la qualità non è eccelsa ma con una macchina compatta non potevamo fare di più.


Altro scatto dalla conferenza di Alkemade - OMA.


La brochure che illustrava il piano.

1 commento:

  1. Bel servizio davvero. Peccato non potere esserci stato...ma venire in Sardegna in periodi di notevole carico lavorativo è alquanto difficile.

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Grazie per aver lasciato un commento su Correnti d'architettura. Joystar