sabato 25 marzo 2006

Casabella 742

Dal principio avevo detto che gli aggiornamenti, in questo blog che ho voluto dedicare solo all'architettura, sarebbero stati poco frequenti, ma non pensavo davvero che sarebbero passati quasi quattro mesi dall'ultimo. Per ovvi motivi ho dovuto 'skippare' i numeri 739/740 e 741, ormai infatti sono usciti da un bel pò di tempo. Quindi vado direttamente al 742 che si trova ora in edicola.
Ho scritto il testo seguente già da diversi giorni, ma ancora non ero riuscito a trovare il tempo per pubblicarlo. Stamane ho provveduto a metterlo, come al solito, sul mio blog ufficiale: qui! ...poi ora eccomi ad inserirlo anche qua, dopo averlo anche un pò riveduto e corretto.
Si tratta, comunque, della solita recensione mini; iniziamo dalla copertina. Si presenta con tre statue inserite nel contesto della gipsoteca canoviana di Scarpa. Ma nonostante le copertine di casabella rappresentino uno stile di per se non è mia intenzione analizzarla, anche se apprezzo sicuramente più queste ultime che non quelle tinta unita di diverso tempo fa...quindi come al solito si presenta con la sovrapposizione testuale dei contenuti nella parte centrale. Continuo a spingere la mia attenzione sulla cover semplicemente perchè questo numero ha una particolarità. La decisione strana di inserire tra i contenuti anche il nome del curatore dell'articolo. Cosa questa che può tendere a confondere ad un primo sguardo superficiale; infatti quando ho letto "Francesco Dal Co" in copertina mi aspettavo di trovare poi all'interno un suo progetto od oper, invece niente...la menzione è riferita semplicemente al suo articolo su Scarpa. In effetti ad un'occhiata più attenta si nota che nome del progettista e nome dell'articolista interessato sono vicini tra loro e separati da uno spazio maggiore rispetto agli altri. Ma tant'è, la cosa, anche se voluta, a parer mio, confonde ugualmente.
Ma andiamo brevemente sui contenuti di questo nuovo numero. Si iniza con un editoriale ed uno speciale su Carlo Scarpa. Davvero molto interessante sia la sua biografia generale sia sopratutto l'analisi che il Prof. Dal Co fa della Gipsoteca Canoviana.
Continuando sui contenuti, segnalo un interessante articolo di Pippo Ciorra sulla situazione dell'architettura italiana, argomento di cui si dibatte troppo...o forse troppo poco in questi ultimi anni...
Tra gli altri articoli interessanti c'è lo Show Room a Tokyo di Tadao Ando. Un progetto davvero interessante, dotato di una composizione geometrica davvero singolare o, come lo definisce Jean Marie Martin, "un inedito origami". E, dato che ho citato JM Martin, consiglio anche la lettura del suo articolo sui grattacieli moderni: "Edifici alti: metafore e softcore".
Per quanto mi riguarda non trovo in questo numero altro che sia degno di menzione particolare, ovviamente lo dico senza mettere in dubbio la qualità di Casabella, stilisticamente sempre impeccabile.
Insomma non un numero "must have", ma certamente con diversi spunti interessanti. (...e qui il mio pressapochismo mi stuzzica con una domanda leggermente polemica: "come tutti i numeri del resto?"...)
Alla prossima minirecensione.

Joystar

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